NEWS

MERCATI VOLATILI?
L’IMPORTANTE E’ MANTENERE SALDA LA ROTTA

Gli investitori che in presenza di fasi di incertezza sui mercati hanno mantenuto la cautela spesso hanno potuto riscontrare che le correzioni di breve termine in ultima istanza hanno giocato a loro favore.

Ci spiegano perché gli esperti di T. Rowe Price.

A cosa ricondurre la recente volatilità sui mercati?

Il recente picco di volatilità registrato sui mercati azionari può essere perlopiù ricondotto all’incertezza degli investitori sulla futura direzione della politica monetaria della Fed.

Forte crescita economica, segnali di accelerazione nei salari e l’impatto del pacchetto di tagli alle imposte negli USA hanno, infatti, incrementato il livello di preoccupazione per una possibile accelerazione nell’inflazione dei prezzi al consumo. Nel dettaglio, gli ultimi dati occupazionali statunitensi per il mese di gennaio 2018, rilasciati nei primissimi giorni di febbraio, indicano che i salari sono cresciuti del 2,9% anno su anno, ovvero al miglior ritmo da quasi 10 anni.

Quello che, però, preoccupa gli investitori è che, se la crescita dei salari rimane forte, i policymaker della Fed potrebbero essere costretti ad alzare i tassi di interesse di breve termine di più e più rapidamente rispetto al movimento graduale verso un livello “neutrale” che avevano segnalato ai mercati negli scorsi mesi.

Secondo Alan Levenson, Chief US Economist di T. Rowe Price, tuttavia, anche se la Fed alzerà con ogni probabilità i tassi d’interesse tre, se non quattro volte, una manovra di questo tipo porterà i tassi ad un livello che non ha rappresentato una seria minaccia per le valutazioni azionarie in cicli di mercato precedenti.

Come comportarsi in queste situazioni?

Il mantra da tenere a mente è semplice: mantenete una prospettiva di lungo termine.

Il trend di lungo periodo sui mercati azionari, infatti, è decisamente positivo e molti investitori che nel passato hanno saputo mantenere la rotta ben salda hanno realizzato che, in ultima istanza, le correzioni di breve termine hanno giocato a loro favore, rendendo possibile per i  loro gestori l’acquisto di azioni con fondamentali solidi e valutazioni di lungo periodo interessanti.

Certo, vista la crescita straordinaria registrata dai mercati nel corso dello scorso anno, è comprensibile che a questo punto alcuni investitori vogliano ridurre la propria esposizione all’azionario. Tuttavia, muoversi con un tempismo perfetto sui mercati, ovvero, in questo caso, spostarsi aggressivamente dalle azioni alla liquidità e poi di nuovo alle azioni, è sicuramente complesso, anche per professionisti dell’investimento.

Tentativi falliti di avere un timing perfetto sui mercati, inoltre, possono danneggiare la performance degli investimenti di lungo periodo in due modi:

1) Vendendo degli asset quando essi hanno perso valore e passando al cash, gli investitori rendono reali delle perdite altrimenti solo virtuali;

2) Uscendo dal mercato, gli investitori corrono il rischio di perdere alcuni potenziali guadagni realizzabili quando il mercato dopo aver raggiunto il punto di minimo rimbalza.

Il punto di vista di T. Rowe Price

Le turbolenze di mercato sono un dato di fatto sulle piazze azionarie – un dato di fatto che alcuni investitori, nel contesto di bassa volatilità generalizzata degli ultimi due anni, possono aver trascurato. Le correzioni di breve termine possono essere sconcertanti. Tuttavia, riteniamo che un approccio sicuro per gli investitori sia quello di spostare l’attenzione dai trend di breve termine e concentrarsi sulle strategie di investimento di lungo periodo. Questo vuol dire valutare la volatilità di breve periodo in prospettiva, mettendola opportunamente in relazione con i risultati di mercato di lungo periodo:  definire un’asset allocation congruente, diversificare gli investimenti per mitigare l’impatto della volatilità sul portafoglio e prendere in considerazione una possibile riduzione delle decisioni attraverso una maggiore automatizzazione degli investimenti.

Tratto da “Advisor Professional”